domenica, aprile 30, 2006 

[DEFORMATICA] La rete fantasma

Al numero del supporto tecnico arrivò una chiamata, per un problema alla rete di una fabbrica. In pratica, il collegamento tra due capannoni ogni tanto saltava. Venne inviato un tecnico, e siccome la fabbrica stava nella Bassa, il collega in questione si fece qualche centinaio di chilometri. Tempo due orette, e si presentò al cliente. Seppe - con un certo disappunto - che miracolosamente la rete aveva ripreso a funzionare poco prima del suo arrivo. Era un tecnico scrupoloso, e quindi volle dare lo stesso un'occhiata per essere sicuro che tutto fosse a posto. Non trovò nessun problema e se ne tornò in azienda, con un paio di dubbi.

Passano un paio di settimane, e di nuovo la rete si guasta. Un'altro tecnico scende nella pianura, e anche questa volta - come per magia - quando arriva la rete va che è una bellezza. Resta sbigottito, controlla per bene, ma non trova nulla. Anche lui se ne va con le pive ne sacco. Dopo un mesetto di silenzio, succede di nuovo. Il responsabile della ditta di supporto decide di inviare ben due tecnici, con l'ordine tassativo di scoprire il tranello. Immancabilmente, quando arrivano la rete ha ripreso a funzionare da poco. I due mastini parlano con il responsabile della fabbrica, e gli dicono che se non vuole continuare a pagare interventi a vuoto, è meglio che dia loro una mano per indagare a fondo. Analizzano ogni singolo cavo, ogni singolo hub, parlano con i dipendenti, improvvisandosi Sherlock Holmes. Seguono il percorso del cavo di rete, e arrivano alla casa dei custodi, dove c'è un hub sul balcone, proprio tra i due capannoni. Analizzano lo scatolotto, senza trovare nulla. Parlano con i due costodi (marito e moglie) e raccontano loro del guasto a singhiozzo, nella speranza che diano loro un barlume d'indizio. Stanno per andarsene, e la moglie buttà lì due parole:
"Ma a cosa serve quella scatola grigia che c'è sul balcone ? E' roba vostra ?"
"Sì signora, serve per il collegamento dei computer"
"Per il collegamento dei computer ?"
"Sì, se si guasta i computer non possono collegarsi"
La signora sgrana gli occhi e il tecnico più vecchio, cogliendo il suo sguardo colpevole, chiede:
"Senta ... per caso due ore fa è successo qualcosa a quella scatola ?"
"Ma...ehr....cioè...insomma....io volevo solo stirare"
"Sì ... e quindi?"
"...e quindi ho staccato il cavo della scatola grigia e ho inserito quello del ferro da stiro"
"Ah! E mi dica, per quanto ha stirato signora ?"
"Huh...un'ora e mezza, pressapoco, ma perchè me lo chiede ?"
Dopo lo spiegone di rito alla signora, i due tecnici ritornano alla base, e incrociano il capo nel corrodoio.
"Ah, eccovi, avete trovato il guasto ?"
"Humpf...certo!"
"Ah! E cos'era ?"
"Il ferro!" dice il più giovane dei due con un lampo di malizia negli occhi.
"Come ...? Quale ferro ?"
"Il ferro! Il ferro da stiro!" aggiunge il più vecchio con la faccia burbera, e se ne vanno lasciando il capo con la mascella abbassata.

domenica, aprile 16, 2006 

[DEFORMATICA] Come rompere un hard disk e vivere felici

Innanzitutto, è più divertente se avete non un solo misero hard disk, ma almeno due. Disponete quindi i due dischi nel vostro beneamato PC, caricateli di ogni ben di Dio di roba utile, divertente, testimonianze del vostro passato, lavori e chi più ne ha più ne metta, e attendete che il primo disco vi faccia segno. In genere, il primo disco manifesterà inizialmente la sua depressione verso la vita e il suo disprezzo per i vostri dati, con un sommesso rumore di vibrazione, basso di tonalità . Voi vi sarete appena svegliati da un pisolo sul divano, e allora sarà il momento in cui dovrete pensare "hummm, che si sia rotta una delle ventole del PC ? Che strano rumore".
Detto questo, avrete fatto la vostra parte (almeno per il momento) e sono sicuro che potrete trovare qualcosa di importantissimo da fare per le seguenti due orette. Dopodichè, con melliflua calma, passerete davanti al PC, e tendendo l'orecchio al rumorino, deciderete che "E' Arrivato Il Momento Di Fare Qualcosa". Dopo una mezz'oretta di test sulle varie ventole interne al case, sentenzierete serafico che sì, in effetti non sono le ventole a suonare un vibrato De Profundis, ma è proprio il primo disco fisso, quello con i sistemi operativi e la Parte Importante Dei Vostri Dati. A questo punto sarà arrivato il momento di dire la Frase Fatidica: "Humm, sarà meglio che faccio un bel backup con Drive Image!". Ecco, questa frase sarà il vostro segnale in codice per il disco fisso numero uno, il quale attiverà immediatamente la sua sequenza interna di autodistruzione, con countdown di 10 secondi.
10 secondi: Vi alzate dal pavimento dove eravate con l'orecchio sul disco, e vi dirigete verso lo scaffale
9 secondi: pensate "dove accidenti ho messo i floppy di Drive Image ?"
8 secondi: avete messo a fuoco i dischetti, li prendete e cade un rotolo di nastro adesivo da pacchi appoggiato ai dischetti, che essendo un rotolo dabbene, rotola sin dal'altra parte del soggiorno
7 secondi: ciabattate a ripigliare il rotolo, totalmente ignaro dei folletti che alle vostre spalle di sbellicano dal ridere, fanno il verso al vostro rotolo, e indicano il countdown col dito mentre battono i pugni sul pavimento ridendo come matti
6 secondi: rimette a posto il rotolo, mentre i folletti fanno una vostra imitazione da vecchietto con un bastone in una mano, il rotolo nell'altra, e la schiena curva.
5 secondi: prendete il primo floppy e lo inserite nel PC. I folletti si sono già divisi da tempo in due fazioni: la prima scommette che quando mancherà un secondo farete una cosa idiota e perderete tutti i dati, la seconda scommette che la cosa idiota la farete quando mancheranno 3 secondi.
4 secondi: inserite il primo floppy di Drive Image
3 secondi: cliccate su "restart"
2 secondi: il BIOS vi informa garrulo e saccente con una scritta che dice "Drive 2: No Device", e aggiunge sussiegoso gli IRQ utilizzati dalle periferiche
1 secondo: Dalla parte più remota del vostro cervello parte un impulso elettrico destinato a zone un pò più sveglie
0 secondi: L'impulso è arrivato nei lobi frontali, in un tempo che per un cervello normale è un'eternità, e voi dite "Perchè non vede il disco ?" accigliandovi come se avessero rimandato la partita di ramino perche zia Assunta ha il cimurro
+1 secondo: I folletti scoppiano in un boato di risate, appogiandosi gli uni agli altri per non cadere, rotolano da tutte le parti, alcuni che vi seguono da parecchio tempo urlano nella orecchie degli altri "ROTFL!!" imitando la vostra faccina e facendo l'atto di scrivere su una tastiera, per poi rotolarsi per terra in preda ad attacchi di ilarità incontrollata.Nei seguenti 15 minuti le vostre pulsazioni salgono, il cuore accelera il battito, vi iniziano a sudare la mani, provate a riavviare cinque o sei volte, ma nulla di nulla. Afferate saldamente il disco con una mano, e imprimendogli una secca rotazione mentre si accende il PC, tentate la "Manovra Dello Spin Up" per farlo ripartire, si dice che in alcuni casi abbia riportato in vita dei dischi, che al ritorno presentavano strane directory nominate "tunnel" con dentro delle JPG di una scena buia con uno strano cunicolo e uno spiraglio di luce in fondo.Ma non è il vostro caso...


venerdì, aprile 07, 2006 

[MAGIA] Il cesso incantato

Perchè non facciamo un'atto magico collettivo e incantiamo il water di Silvio ? E' semplice: appena Silvio si avvicina, il water rigurgita una colonna di liquame (e sono stato signore) di proporzioni inaudite, e contemporaneamente le scarpe del padrone di casa si incollano al pavimento. Sì, d'accordo, può sempre slacciarsele, ma vuoi mettere nel frattempo quanta Nutella (e sono stato ancora signore) si becca ? Si fà così: rilassatevi sulla "tazza", e immaginate di mandare i vostri estrusi (si, sono proprio un signore :P) a chi di dovere, e immaginate la scena dell'eruzione, con dovizia di particolari, ad occhi chiusi. Resistete sin che potete. E' il delitto perfetto, perchè il fatto non sussiste: la magia non esiste, giusto ? E io sono un burlone perchè vi ho incitati a fare qualcosa che non è reale, giusto ?
Bene.
Scusate, vado un'attimo in bagno...

-Orso-

martedì, aprile 04, 2006 

[DEFORMATICA] Il bagno al tredicesimo piano

Il tredicesimo piano è quello dei gran capi. Visto che gli altri bagni erano occupati e il mio "appuntamento" non poteva aspettare, ho detto "Bon, salgo". Naturalmente, era tutta un'altra storia: piastrelle seminuove, ampi spazi, porte eleganti con maniglie di plastica in tinta, e via discorrendo. Noto tutto questo mentre mi infilo svelto nel primo bagno, cerco l'interruttore della luce ... ma non lo trovo. Azz, proprio adesso! Guardo dappertutto, ma nulla. Entro per vedere se è all'interno, e ... CLICK! si accende la luce magicamente. Toh! Hanno messo il sensore stupido a infrarossi, ma guarda come si trattano bene i signori. Mentre sono intento ad onorare gli obblighi di natura e sto pensando ai fattacci miei, si spegne la luce. Ma che...? Agito forsennatamente il braccio, e CLICK! si riaccende. Dopo un paio di questi giri, mi sono accorto che il tempo medio che questi signori assegnano ad una cagata è di un minuto e mezzo! Vogliono risparmiare sulla corrente di un tubo neon (consuma un piffero), e anche sulle cagate. Che potrebbe essere lodevole se parliamo in senso figurato.

 

[DEFORMATICA] Dirigente con carrello-appendice

No, questo non è il racconto di un dirigente che girava per i corridoi con un carrellino a vendere panini al prosciutto e tramezzini, ma poco ci manca. Ma andiamo con ordine. Il primo episodio fu quello nell'ufficio del Gran Capo Supremo, che dice "E' rotta la fotocopiatrice di questo piano è rotta?" con in mano una decina di fogli da fotocopiare. Il dirigente in questione allunga la mano e dice un lucido "Ah, dai qua, faccio io...". Il Gran Capo lo guarda attonito. Si lascia togliere i fogli senza fiatare, guarda gli altri presenti nella stanza che improvvisamente provano uno sfrenato interesse chi per un vecchio poster alla parete, chi per le punte delle proprie scarpe, e s'odono alcuni schiarirsi la voce. Capita la musica ? Bene, allora passiamo al secondo movimento, che vede un giorno il personaggio in questione girare per i corridoi con il carrellino usato da tecnici e facchini per spostare cose ingombranti, tipicamente computer o stampanti. Un project manager apre la porta dell'ufficio e si trova inaspettatamente alle spalle "der pizzettaro". Sogghigna in silenzio e lo apostrofa "Salve, buon uomo.." con gli occhi che ridono. Il guidatore di carrello storce la bocca ingrifato e bofonchia qualcosa su "gente che non fa il proprio mestiere ...bla bla ... e quindi tocca a me ....bzz bzz ... altrimenti come faccio io... yada yada... l'intersecazione dei cateti e portatemelo per giovedì" e via discorrendo. E da allora venne soprannominato "Il pizzicagnolo".